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Direzione Futura 2027 – Dispaccio n°1

Ciao!

Stai leggendo il primo dispaccio in assoluto scritto dalla Direzione Futura di Mi prendo il mondo!

Sei nel posto giusto se vuoi scoprire cosa ci diciamo a riunione, come si arriva a creare un festival e, soprattutto, se vuoi percorrere insieme a noi tutti i passi che compiremo per arrivare alle sale del Paganini a gennaio. Sei nel punto anche se conosci già una persona che fa parte della DF e sei curios* di sapere cosa combina due pomeriggi al mese al Punto, l’hub creativo messo a disposizione dal Comune di Parma. A raccontarti tutto questo siamo proprio noi che Mi prendo il mondo lo immaginiamo, lo costruiamo e lo rendiamo nostro in ogni suo ospite e in ogni domanda.

Il 14 settembre, qualche ora prima del suono della campanella in tante scuole, ci siamo viste e visti al Punto, in Piazza Garibaldi, a Parma. Anche noi siamo quasi una classe, composta da circa una trentina di ragazze e ragazzi, tra chi segue questo percorso dall’inizio o da qualche anno e chi si presenta oggi per la prima volta. Devi sapere che questo è il primo anno che, insieme alla Direzione Futura 2027, – composta da persone che non hanno mai partecipato al progetto e guidata da cinque tutor che hanno preso parte all’edizione dello scorso anno – alle riunioni possono partecipare anche i membri della Community: persone che hanno partecipato ad almeno un’edizione di questo splendido progetto e hanno ancora voglia di dedicargli il loro tempo e la loro passione. Lo sappiamo, quanti nomi! Community, tutor, Direzione Futura cosa significa concretamente? Che quest’anno siamo tantissime e tantissimi e che possiamo unire l’esperienza dei veterani all’entusiasmo e alle proposte inedite di chi entra a far parte di questa squadra per la prima volta.

«Sarà impegnativo» ammette presto Andrea, il nostro coordinatore, raccontando quello che Mi Prendo il Mondo è stato negli anni e tutti i lavori dietro le quinte che ne hanno permesso la realizzazione, «ma non ci sono guide». È vero: non abbiamo mai seguito regole specifiche o formule preimpostate. Ogni anno un gruppo diverso ha trovato il suo modo particolare di preparare il festival, seguendo i temi che riteneva più urgenti, ma lo ha sempre fatto attraverso il dialogo e la collaborazione reciproca. «Il punto è la comunità», aggiunge infatti Sebastian, uno dei ragazzi che hanno già fatto l’esperienza negli anni passati.

Abbiamo età diverse, tra i 15 e i 23 anni, interessi diversi e percorsi di vita differenti: chi studia alle superiori o all’università, chi lavora, chi cerca ancora la propria strada. Ma c’è qualcosa che ci lega più delle differenze e così cominciamo, seduti in cerchio, ancor prima di dire i nostri nomi, a farci avanti per dire cosa ci piace, cosa ci fa arrabbiare, quali sono i nostri difetti. Ci sono risate e sorrisi, e si comincia a leggere un’intesa anche tra chi ancora non si conosceva.

A salutarci passa Beatrice Aimi, assessora alla Comunità Giovanile del Comune di Parma. Ci dice che nei nostri occhi si intravede una luce speciale, che in tanti anni di lavoro con i giovani ha visto solo qui.

Insieme a lei c’è Emma, presidente del Comitato di gestione di Parma Capitale Europea dei Giovani 2027. È una di noi: ha partecipato alla primissima edizione di Mi prendo il mondo, e guardando i suoi occhi, vediamo lo specchio dei nostri. Capiamo così cosa intende l’assessora quando dice che nelle ragazze e nei ragazzi a cui viene lasciato lo spazio per prendersi il mondo, c’è davvero qualcosa di speciale.

Poi, la domanda più importante: di cosa vorremmo parlare su quel palco? Con chi vorremmo confrontarci? I temi sembrano essere, ancora una volta, più importanti dei nomi e le proposte sono tante: politica internazionale, migrazione, violenza di genere, antimeridionalismo, intelligenza artificiale, sport, crisi climatica, seconde possibilità, educazione visuale, salute mentale e benessere. Ogni cosa che ci sta a cuore viene raccolta in quel cerchio e arricchita dall’insieme di persone che cominciano a soffermarsi su ciascun tema e a scendere in profondità. Alcune di queste proposte non avevano mai attraversato i nostri dialoghi, che vi assicuriamo essere lunghissimi e molto ricchi. Eppure, ogni anno, riusciamo a stupirci di tutte le cose che ancora non sappiamo, di tutti i mondi ancora da prendere proposti da chi si siede in mezzo a noi per la prima volta. È questo il nostro compito: articolare discorsi e confronti che siano degni delle nostre aspettative iniziali, e riflessioni che non si esauriscano negli incontri sul palco ma che ci animino, orientino e insegnino già molto in questi momenti di costruzione, dentro e fuori il Punto, nella vita di tutti i giorni.

Passo dopo passo continueremo a farlo, insieme.

Non sarebbero le nostre riunioni se non volassero consigli di libri, canzoni e film ecco alcuni dei titoli che si sono infilati nei nostri discorsi:

📖
La restanza, Vito Teti
Attraversare i confini, Valerio Nicolosi
Ero un Bullo. La vera storia di Daniel Zaccaro, Andrea Franzoso
Sorellanza. Femminismo e antispecismo, Martina Miccichè
Tredici canti, Anna Marchitelli
Qualcosa, là fuori, Bruno Arpaia

🎶
Miyazaki, Paris Paloma

🎬
Gloria! (2024)

Per ora questo è tutto, grazie per averci letto!
A presto!
La Direzione Futura 2027